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30 gennaio 2012

A Brindisi si vota ...

Non ho più il tempo, e forse nemmeno la voglia, di frequentare la piazza politica di Brindisi, non vedo la televisione e quindi giornali e Web sono le mie fonti informative. Una delle più “autorevoli” per aver raggranellato firme grandi e piccole è Brindisi Report.
Consultarlo oggi ha contribuito a farmi comprendere, a confermare forse, che “il disordine sotto il cielo continua a crescere”, soprattutto in quella che, con molto sense of humor, viene catalogata come “sinistra.”
La discussione tra Peppino Caldarola e Michele Emiliano è solo un piccolo saggio di come si possa scivolare verso l'autoritarimo democratico che, ossimoro a parte, sembra debba essere la forma evoluta di governo al quale siamo destinati.
Il caro Michele, al quale voglio e vorrò sempre bene, esprime una risposta circostanziata ed esaustiva all'accusa di ondivaghismo che il Caldarola gli sferra. Una risposta assolutamente inattaccabile che evidenzia una coerenza assoluta nel percorso del “Miglior Sindaco che Bari abbia mai avuto”.
Il fatto è che, come lo stesso Emiliano dice, essa non si inquadra in alcuna delle categorie che con la parola sinistra, almeno in politica, abbiano qualche attinenza.
L'errore è stato quello di immaginare che Emiliano fosse di sinistra e poi pretendere che si comportasse di conseguenza. Può avere attinenza con il concetto di sinistra chi afferma che: “Oggi i partiti non possono che essere comitati elettorali che devono individuare candidati e programmi da approvare, se possibile, con elezioni primarie, garantendo poi, dopo la vittoria elettorale, la capacità/volontà degli eletti di mantenere gli impegni.“
In questa frase e in tutto il discorso è epurato il ruolo di chi le elezioni le perde, lasciando al giudizio del popolo il potere assoluto da consegnare al più “carismatico”. E l'opposizione? E l'articolazione democratica di pesi e contrappesi? Importa solo chi vince, chi perde va a casa fino al prossimo turno e non disturba il manovratore.
A me non piace per nulla questo gioco ma almeno si ricordasse il nostro di aggiungere che ogni incarico dovrebbe almeno esser limitato nel tempo, almeno come fanno negli USA con il Presidente. Almeno ricordasse che nel Congresso o nel Senato ci sono fior di professionisti della politica.
I nostri campioni spesso scopiazzano idee esterofile dimenticano il “complesso delle regole” citando solo quella a proprio favore. E molti hanno anche giurato sulla Costituzione Repubblicana che ai partiti riconosce la primazia della politica, è firmata da Umberto Terracini del quale nessuno più vuol dir cos'era.
E Michele Emiliano è il Partito Democratico con il quale la Sinistra, anche a Brindisi, dovrebbe fare alleanze? Magari giocando sulla scacchiera delle “compatibilità” e della spartizione del territorio nella quale, come sempre, Brindisi fa la Cenerentola (non a caso scritto in maiuscolo.)
Mi ero illuso che ci fossero persone capaci di dimostrare coraggio e dignità per gli interessi della città oltre che per manifestare la propria persona. Mi illudo spesso, e sbaglio.
E invece di nuovo nulla, era solo una gravidanza isterica. Se un piccolo pezzo di sinistra esiste ancora a Brindisi, se ha la forza di essere irriverente e legata alla città, si aggreghi e provi a dare una rappresentanza a chi non gioca a scacchi con la pelle delle persone. Che, a differenza di quello che sostiene Emiliano, la data delle elezioni non è il giorno del giudizio ma solo un appuntamento di democrazia nel quale una città sceglie chi dovrà amministrare e chi dovrà essere all'opposizione essendo entrambi, mi ostino a credere, ruoli necessari perché un paese possa dirsi ancora democratico.

P.S.
(Tutti coloro che pensano male di te non sanno cosa pensi tu di loro, altrimenti penserebbero peggio!!!)


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permalink | inviato da pino de luca il 30/1/2012 alle 15:39 | Versione per la stampa



29 gennaio 2012

Addio Presidente Scalfaro

Caro Presidente,

come è accaduto e accadrà per chiunque, anche Ella ha lasciato questa valle di lacrime per ricongiungersi al quel Suo Dio al quale è sempre stato così devoto.

È in queste occasioni che le domande lasciate in sospeso riaffiorano e cercano risposte che si son sempre evitate.

Ella è stato un “nemico” da sempre, se lo rammenta? Anticomunista viscerale, di stirpe aristocratica finanche. Poi divenne Ministro dell'Interno, Governo Craxi del 1983, di nuovo, come sempre, un Ministro dell'Interno democristiano, così democristiano che era difficile immaginarne uno più democristiano.

Eppure, per ragioni incomprensibili, per semplice istinto, mi fidavo di Lei. Un democristiano DOC, conservatore, mezzo piemontese e mezzo napoletano ma anche un magistrato e un galantuomo.

Tempi duri il principio degli anni '80,i nuovi padroni dovevano liberarsi degli utili idioti che ne avevanofavorito l'ascesa e i soldi del terremoto erano tutti da spartire.L'Italia era pervasa da guerre di terrorismo, di mafia e di camorra …

Poltrona dura e difficile, fatta diservizi invischiati in trame nazionali e internazionali, di ricatti efaccendieri che succhiavano soldi per guerre agitate come imminentima completamente inventate.

Ella la gestì per quattro anni, non senza ombre, ma come si può vivere il Viminale senza ombre?

Il suo saldo fu positivo, molto positivo, la sentenza del 1984 del pool Antimafia fu portata a termine e nuove speranze si affacciarono all'orizzonte anche se il cammino era duro e macchiato di sangue innocente.

Poi i nuovi padroni si accorsero che Ella era per davvero un galantuomo e fu rimosso dai ladri adducendo accuse tipiche di chi fa “di proprio cor l'altrui misura”.

Quella direttiva per gli “irregolari senza timori e senza speranze” Le fu rinfacciata, o forse erano gli irregolari che davano fastidio.

Poi il disastro, nani e ballerine e gaglioffi d'ogni risma assurgono al potere e il sangue scorre perché la macchina non si ferma, la macchina continua a camminare. Finché Ella non diventa Presidente della Repubblica e nuova speranza, nuove energie si accrescono.

Ad un passo di una porta ci siamo fermati, bastava un passo solo e la avremmo spalancata Presidente. Ma Lei, nella sua infinita Fede, diceva che quella porta doveva spalancarla il Popolo Italiano, che era giunto il tempo della “responsabilità”.

Forse aveva ragione Presidente, in astratto aveva ragione ma io dico che un calcio a quella porta bisognava darlo, senza timore e senza speranza. Ora Ella è andato via, se Dio esiste non potrà che accoglierlo degnamente e riunirlo a chi è partito prima di Lei.

Noi, come sa, non ci rivedremo certamente. E però io serberò sempre il ricordo di un Galantuomo piemontese, della sua sciarpa e delle sue mani sottili.

La saluto Presidente Scalfaro, ascoltando l'Inno di Mameli.

Io vado avanti, senza timore e senza speranza, le ombre non possono fermarsi.


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permalink | inviato da pino de luca il 29/1/2012 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



27 gennaio 2012

SUD

Ognuno ha i suoi gusti. Fra i tanti aforismi d'ogni ordine e grado questo credo possa assurgere all'Olimpo dell'unanime condivisione.
Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada
coi fichi d'India e le spine dei cardi.” 

Non ve la ricordate vero? 
La giovane età ormai da tempo evaporata. Freddi mesi d'inverno feroce, Bari, Ateneo, il Bar della Posta, angolo tra via Cairoli e via Nicolai, uno dei pochi lussi da studente fuori sede era il caffè corretto con il San Marzano.
Elisir San Marzano: bottiglia verde e vistosa etichetta gialla, cuore generoso di alcool e di aromi. Il San Marzano. Compagno. Del caffè in inverno e del gelato d'estate.
Poi cambiano le mode, i grandi maestri del pensiero cambiano padrone e la “virilità” del San Marzano diventa veleno per le coronarie e cornucopia di pericoli che, per parte mia, continuo ad affrontare e dai quali esco perennemente rafforzato nel corpo e nell'anima.
San Marzano elisir, San Marzano cittadina in provincia di Taranto.
A due passi da Sava, nome completo San Marzano di San Giuseppe.
Terra di primitivi con la possanza del sole nella quale un'azienda agricola ha messo radici e vigneti: Feudi di San Marzano.
Altra enclave che produce elisir, tratti dall'uva stavolta e non da infusi d'erbe.
Uve preziose dalle quali vien fuori una intera famiglia di cinque etichette, una DOC (Primitivo di Manduria) e quattro IGT: Verdeca, Shiraz, Malvasia Nera e un blending tra Primitivo e Merlot.
Un blending che colpisce subito chi ha gusto curioso.

Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare
l'acqua, che in questa terra è più del pane

Camminare con quel contadino
Che forse fa la stessa mia strada
parlare dell'uva, parlare del vino
che ancora è un lusso per lui che lo fa ...

Un rosso spesso, cupo, con note nere, profumi ampi e intensi, avvolgenti, di durone e lampone maturo, di more e ribes, nel finale piacevole sentore di cassia.
In bocca si arrotonda e diventa ampio, invasivo e pervasivo, morbido e persistente. 
Lo sento parlandone soltanto, appoggiato su un piatto di trippa. Lo so, ne parlo sempre del quinto quarto ma è con il quinto quarto che son nato e cresciuto, è ancestrale l'amore per le frattaglie … e d'amore ancestrale ha il sapore questo blending di radice antica e chioma moderna.

Ad esempio a me piace vedere
la donna nel nero nel lutto di sempre
sulla sua soglia tutte le sere
che aspetta il marito che torna dai campi

Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
Se mai qualcuno capirà
sarà senz'altro un altro come me ...

Ancora non ricordate la canzone vero? L'oblio colpisce anche i grandi e Rino Gaetano lo è stato, un grande, grandissimo e questa è la splendida “Ad esempio a me piace il sud” e SUD si chiama la mano della quale una delle cinque dita è l'IGT dei Feudi di San Marzano.
Mi è piaciuto raccontarlo e 
Poi mi piace scoprire lontano
il mare se il cielo è all'imbrunire
seguire la luce di alcune lampare
e raggiunta la spiaggia mi piace dormire.



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