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Pino De Luca

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Pino De Luca

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14 agosto 2015

Scoppiarsi e accoppiarsi

Non è vero che quest'anno è peggio, che chissà dove andremo a finire e che un degrado così non s'era mai visto.
Gli avvoltoi e le jene attendono agosto per scatenarsi, per vomitare il rumine di idiozie che accumulano durante l'anno.
Notizie più importanti e problemi più impellenti hanno i "lettori", mi scuso se chiamo così quelli che dovrebbero esser definiti "percettori dell'informazione a pagamento". Sono incatenato al lettore del giornale piuttosto che al fruitore delle news radiofoniche, televisive e dei "portali" di informazione.
E si scoprono discoteche nelle quali si consuma droga. Così di colpo, come fulmine a ciel sereno.
E si scoprono ragazzine e ragazzini che si scoppiano di alcolici. Così di colpo, come fulmine a ciel sereno.
E si scoprono ragazzine e ragazzini che ci lasciano la pelle, su una spiaggia qualunque di una estate qualunque.
Si aprono inchieste, si affollano dibattiti, si alzano voci che non riescono a fare altro che giocare a chi reprime di più. Impotenti consumatori di droghe mediatiche hanno bisogno di dosi sempre più alte par avere una certa soddisfazione. Si è perfino chiusa una discoteca perché dentro ci è morto un ragazzo che aveva assunto droghe sintetiche.
E la realtà ti punisce perché sei un idiota anche se comandi, anche se hai il potere.
Qualche giorno dopo è morta una ragazzina di sedici anni, aveva assunto la stessa droga ma su una spiaggia, in solitudine. Perché questi ragazzi muoiono sempre in solitudine, anche quando sono con mille altri. E ci si ricorda di loro per farne casi. Pensando che siano casi isolati, lontani, da giornali. Con famiglie particolari, casi particolari. Lo pensavano anche i genitori di quei ragazzi. Spero che non ci sia un prefetto che chiuda le spiagge.
Quelle spiagge invase da giovani che ci passano le notti in branco, dove si va per ubriacarsi, per scoppiarsi e per accoppiarsi.
Perché è così, e lo fanno anche i tuoi figli e i tuoi nipoti.
Perché il piacere è stato distrutto, negato per sempre. Il piacere non esiste, esiste solo la narrazione di una avventura che ti rende interessante, forse solo ai tuoi occhi, ma hai qualcosa da raccontare.
E, nel paradosso dei paradossi, si gioca ad essere il peggiore perché nel mondo dei migliori, a fronte di un successo ci sono milioni di insuccessi e quelli fanno mercato.
Al figlio scarso si comprano le cose perché sembri meno scarso di quello che è, e invece di aiutarlo a crescere lo si affonda dietro una maschera perenne, fatta di consumi inutili e inutili rappresentazioni di sé medesimo.
E non vi sono buoni o cattivi, belli o brutti. L'emo e il palestrato, la dark e la cheerlader, i ragamuffin e i fighetti strafirmati sono uguali e vivono e muoiono nello stesso modo. Il consumo dell'unica cosa che hanno per davvero: se stessi. Ad ogni colpo, perché il gruppo vuole così. Perché gli amici vogliono così.
E le altre agenzie educative? La famiglia, la scuola, la parrocchia ... La famiglia è diventato uno dei luoghi peggiori.
Coppie di frustrati che hanno avuto come Dio il denaro e ad esso tutto hanno sacrificato, abbandonati o mai voluti dal loro dio, scaricano sui figli le loro frustrazioni. Figli lasciati liberi a tredici-quattrodici anni di vivere in un mondo orrendo, cinico e depravato. Lasciati liberi senza alcuna protezione o preparazione, che cercano, e trovano, figure di riferimento di dubbio valore. Genitori che rinunciano al ruolo scomodo e difficile di chi dice no per cercare di assurgere a quello "amicale", come se la biologia e il tempo non esistessero.
La scuola, unico centro di aggregazione collettiva, ogni giorno colpita dai colpi di maglio di chi ne vuole distruggere proprio l'aspetto educativo a favore di quello "informativo" perché è quello che serve. E molto spesso uno dei posti nei quali si costruiscono le compagnie più discutibili ...
Delle parrocchie non dico nulla, non le ho mai frequentate. C
on questi adulti e questa cultura della mitizzazione dell'individuo imbattibile perché vi meravigliate se ci saranno giovani ubriachi alla Notte della Taranta o sulle spiagge di Gallipoli. Se pasticche, canne e cocaina invadono le sagre e i concerti.
Chi ha creato il mercato non sono i giovani, chi ha fatto il marketing e chi vende e lucra non sono i ragazzetti. Quelli sono le vittime, i deboli. E forse per questo ci sono tanti cuor di leone pronti a prendersela con loro.
Una volta che si sollevasse un piccola discussione su quanta cocaina si consuma (inverno ed estate) in tanti salotti di persone per bene ...
Ma per fare questo ci vuole coraggio e poi, poi c'è sempre qualcuno che può invocarne l'uso terapeutico.
Per fortuna apparteniamo al mondo dei grandi peccatori e dunque possiamo risparmiarci la fatica di lanciare pietre.




permalink | inviato da #pinodeluca il 14/8/2015 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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