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Pino De Luca

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3 ottobre 2011

Massimo Zennaro e la meritocrazia

Non so se citando Massimo Zennaro una o più delle persone che leggeranno queste parole ritroveranno un qualche ricordo.
Massimo Zennaro, poco più di tre anni or sono, era un pubblicitario di Forza Italia divenuto portavoce del ministro della Pubblica (d)Istruzione, quella tristemente famosa Maria Stella che si scapava i posti facili dove facilmente si vincevano i concorsi e poi ci ha fracassato i didimi con la meritocrazia.
Il buon Zennaro, per la sua fedeltà, il 7 settembre 2008 riceve l'inquadramento stipendiale da Direttore Generale.
Serve con dedizione la Minestra senza mai contraddirla e “salando” i suoi comunicati stampa con note nelle quali la “bravura”, il “merito”, la “conoscenza” non mancano mai.
Tre anni dopo il capolavoro che ha reso la Stella un astro imperituro del firmamento: il famoso comunicato stampa sul tunnel dei neutrini che congiungerebbe Ginevra ad Assergi, unico tunnel al mondo senza autovelox.
Dopo le risate generali di ogni angolo del globo terracqueo, non potendosi dimettere la Minestra, è stato dimesso il Massimo Zennaro.
Ma poteva restar disoccupato un soggetto di così ampia cultura? Non è mica uno di quei poveracci che per fare, che ne so, l'architetto, il giornalista vero, lo scienziato son costretti a emigrare a Barcellona. Uno che ha fatto il portavoce della Gelmini con lo stipendio da Direttore Generale, pur essendo intellettualmente appartenente alla famiglia delle Epinephelinae, non può restare disoccupato a lungo. Ed ecco che un'altra faina del clan dei berlusconidi lo assume come esperto, udite udite, per rilanciare la propria immagine culturale. Si tratta di quella Barbara Berlusconi, neolaureata all'Università di famiglia, per la quale i suoi relatori hanno già intravisto una carriera accademica. Per progettare la quale il buon Zennaro dovrà inventarsi il moto perpetuo, la quadratura del cerchio o la levitazione dei corpi ovviamente dovuta ad una maxi-offerta della signorina Barbara che ha avuto fiducia nella scienza costruendo, che ne so, una casa sotterranea ma con le finestre, un limite per le cifre di pi-greco o un'ascensore fino alle nuvole …
E tutto sempre in nome della meritocrazia.
Ai precari che hanno studiato in università statali, che hanno passato i master, che sono stati sfruttati in dottorati e stage vorrei suggerire di scendere in piazza portandosi una scopa, per spazzare via questa immondizia che ha ammorbato l'aria per vent'anni. Anche per redimersi per aver creduto alle panzane di questi buffoni che raccontavano di un mondo “meritocratico” nel quale il merito consiste solo nella capacità di compiacere vecchi satiri o giovani ninfe.


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permalink | inviato da pino de luca il 3/10/2011 alle 7:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



23 maggio 2009

Diamone Conto ...

  In un paese devastato da informazione urlata e dissennatamente confusa, il Senatore Gianpiero D'ALIA ha cercato, con uno di quei righi da legulei, di mettere un bavaglio ad internet ed alla libera circolazione delle informazioni sulla rete.  


   Alla Camera dei Deputati, grazie allimpegno dell'On.le Roberto CASSINELLI questo obbrobrio è stato soppresso.
Non possiamo che essere contenti e manifestare il nostro consenso all'On.le Cassinelli
 

So bene che è un Deputato del PdL e questo aumenta la mia contentezza. Perché mi provoca due riflessioni.

1 – non tutti gli “uomini del Presidente” sono idioti
2 – il Parlamento è sempre utile.


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24 marzo 2009

Una colletta per Silvio

Silvio Berlusconi, Primo Ministro Italiano, ha dichiarato al fisco italiano 14,5 milioni di Euro nel 2007, quasi dieci volte meno che nel 2006, anno nel quale certificò una rendita di 139 milioni. L'enorme differenza è la sorpresa più grande delle dichiarazioni fiscali dei quasi mille parlamentari italiani, rese note ieri. Nel 2005 il reddito del cavaliere era di 28 milioni. Quando si è chiesto di questa differenza, Marco Ventura, il portavoce del primo ministro per la stampa straniera, non ha saputo spiegare il motivo.
Nonostante questo, Berlusconi, che ha versato un importo di 6,2 milioni di Euro, rimane di gran lunga il leader politico più ricco. Il secondo è stato Walter Veltroni, capo dell'opposizione e leader del Parti Democratico fino ad un mese fa. Veltroni, scrittore di una certa fama, ha dichiarato 477778 Euro, mentre il suo successore, Dario Franceschini, non arriva alla metà, 220419.
Il leader più povero della Camera, con 105633 euro, è stato Gianfranco Fini, dell'estinta Alleanza Nazionale. Tra i restanti capigruppo, il democristiano Pier Ferdinando Casini (142130 euro) supera di poco quello della Lega Nord, Umberto Bossi (134450 Euro). L'ex-giudice Antonio DI Pietro (Italia dei Valori) dichiara 218000 Euro.

Cinque terreni e tre barche

Nel Senato, il più ricco è l'oncologo Umberto Veronesi, 1.6 milioni di rendita, 19 terreni e una Jaguar. Dei ministri attuali, il maggior possidente è quello dell'Economia, Giulio Tremonti: più di 4.5 milioni di Euro.
La dichiarazione di Berlusconi è stata diffusa sul web per una ironica colletta intitolata “Povero Silvio”. La maggior parte del suo patrimonio immobiliare si trova a Milano: cinque appartamenti e due garages. Inoltre dichiara il possesso di un terreno in Antigua (Caraibi), di una Mercedes 600 e di una Audi A6, e ancora di tre barche: il San Maurizio, comprato nel 1977, la Pricipessa Vai Via del 1965, e il Magnum 70, del 1990.
In partecipazioni, il Cavaliere possiede 5174000 azioni di Dolcedrago (che amministra i suoi grandi possedimenti, dalle Ville di Arcore e Macherio alle proprietà in Sardegna e Roma), 4,2 milioni di titoli Fininvest (il gruppo mediatico-editoriale-calcistico), e quasi nove milioni di azioni delle società proprietarie di Fininvest, chiamate Holding Italiana Prima, Holding Italiana Seconda, Holding Italiana Terza e Holding Italiana Ottava.

l'originale si trova qui



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